Di salire in ambulanza proprio non ne volava sapere. Ora fa quasi esclusivamente servizi in emergenza. Federica Folonari ha 22 anni e da tre è volontaria della Misericordia di Firenze.
“Ho iniziato per caso. Un mio vicino di casa, volontario, mi aveva chiesto più volte di entrare nell’arciconfraternita, ma avevo paura che mi facessero effetto le situazioni di emergenza, temevo non riuscire e farcela”. Nel 2023, terminato il liceo linguistico con doppia maturità in italiano e in francese, Federica ha deciso di prendersi un anno sabbatico prima di decidere del proprio futuro.
“Avendo più tempo a disposizione decisi di entrare in Misericordia e fare il corso base, ma al patto di fare solo servizi sociali o di accompagnamento. E così iniziai. Poi un giorno, mio fratello, che aveva fatto il corso con me, mi disse di provare a fare servizio in emergenza, così solo una volta. Ho provato e da allora non sono più scesa dall’ambulanza, ho fatto praticamente solo emergenze: ho scoperto che non solo che non mi faceva effetto, ma che mi faceva piacere aiutare le persone”.
Questo non vuol dire che intervenire in situazioni di emergenza sia una passeggiata. “È impegnativo, ma può esserlo qualsiasi servizio anche ordinario, è molto soggettivo. Certamente non lascia indifferenti. Ho avuto tante esperienze brutte e belle, faticose e meno faticose”.
Due incontri in particolar modo le hanno lasciato il segno. “Una donna che dovevamo accompagnare in un centro privato: mi ha colpito la sua giovane età. L’altra è stata una paziente che aveva avuto un incidente: abbiamo passato tanto tempo insieme, lei si è affidata a molto a me in quel frangente. Quando l’ho lasciata in ospedale mi ha assalito la malinconia. Per tanto tempo mi sono chiesta se si fosse ripresa se stesse bene, ma non seppi nulla di lei. Poi un giorno, parlando con delle persone è venuto fuori casualmente un nome: mi suonava familiare, e ho ricollegato. Era il suo e ho scoperto che stava bene”.
In Misericordia Federica ha trovato una famiglia allargata, tanti giovani ma “qui si è amici con tutti, di tutte le età”. Ogni servizio lascia un impatto emotivo, per un motivo o per un altro. I volontari della Misericordia hanno a disposizione un sostegno psicologico se lo ritengono necessario, ma “io per fortuna non ne ho mai avuto bisogno”.
La sua “terapia” si chiama Tiffany Zeta ed è una cavalla: Federica fa equitazione a livello agonistico da 15 anni. “Quando arrivo in scuderia e la vedo entro in un universo parallelo che mi aiuta a staccare la testa e mi fa stare bene. L’equitazione è la cosa più bella della mia vita, è costanza impegno passione e il contatto profondo con un animale è terapeutico”.
Federica dopo il diploma non sapeva cosa fare. “Pensavo che il mio sogno fosse andare a Parigi a studiare moda, così ho iniziato un percorso nel settore qui a Firenze. Ma avevo in testa anche Medicina, non avevo il coraggio di intraprenderla perché temevo mi facesse impressione. Ma quando ho iniziato a fare la volontaria alla Misericordia e ad andare in ambulanza ho scoperto che non mi faceva effetto e avrei potuto farcela. Così ho lasciato la moda e l’anno scorso mi sono iscritta al semestre aperto per Medicina”. Non ha sperato il test, ma quest’anno ci riprova.
Federica cercava il proprio percorso “ma mi sono resa conto che più decidevo dove andare più non andavo in quella direzione: ci ho sbattuto la testa prima di capire che la strada la si può trovare anche strada facendo”.
Ivana Zuliani




































































































































































