Fabrizio, i traslochi volanti nel segno del telefilm Hazzard.
“A 20 anni le prime cornici con l’Ape, oggi tra i clienti Renato Zero”

I furgoni arancioni per traslocare mobili, letti e divani da una casa all’altra. La storia di Fabrizio d’Anca, nato povero in una casa popolare, oggi imprenditore di successo in tutta Firenze nel segno dei cugini Duke della serie tv americana: “È bello fare i traslochi. Mi dà un senso di libertà perché ogni giorno siamo in posti e con persone diverse”

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“Ho lasciato la scuola a 15 anni perché volevo lavorare. La mia famiglia, emigrata dal sud, aveva bisogno di soldi e io non volevo fare la stessa fine dei miei genitori – mio padre contadino e mia madre casalinga – sempre vicini al lastrico perché mancavano soldi. Si viveva in sei dentro una casa popolare in via Simone Martini. Io però avevo bisogno di spazio, di sogni, di indipendenza. E così mi ritrovai a fare il pellettiere, dodici ore al giorno chiuso in fabbrica. Abbandonai dopo due mesi. Iniziai a fare il litografo, ma dopo un anno e mezzo la ditta chiuse. Andai a fare il muratore per un altro anno, poi mi chiamarono a fare il militare, feci l’obiettore di coscienza alla Misericordia di Piazza Duomo. Quando terminai quell’esperienza, mi ritrovai un giorno in piazza Santo Spirito dove incontrai Pippo, un amico di mio padre che faceva il trasportatore di quadri e mobili col suo furgoncino. Mi sembrava un bel lavoro, così iniziai a mettere soldi da parte per comprare un furgoncino come il suo, ma più piccolo. Comprai un’Ape Piaggio Quargo, mi stampai i biglietti da visita e li portai in giro. Ma non mi chiamava nessuno, l’Ape rimase ferma due mesi. Poi la svolta, quando risposi al telefono e dall’altra parte della cornetta c’era un corniciaio che mi fece trasportare trenta cornici per 30mila lire da una bottega dello Statuto a un’altra in Santo Spirito. Avevo 21 anni”.

Sono passati oltre vent’anni e oggi Fabrizio è il titolare di Traslochi e Trasporti F01, il cui nome merita un excursus nostalgico negli anni Novanta, quando Fabrizio era adolescente e guardava sognante il telefilm Hazzard, dove il numero 01 è dipinto sulle portiere della mitica auto arancione guidata dai cugini Bo e Luke. “Sono sempre stato appassionato di macchine, da piccolo passavo ore alla televisione a guardare i cugini Bo e Luke, oltre naturalmente alla cugina Daisy. E poi mi piaceva il colore arancione. Così decisi di chiamare l’azienda 01”. L’azienda si distingue proprio perché i furgoni e i camion dei traslochi ricordano la celebre auto dei cugini americani: sono arancioni e hanno la scritta 01. Certo non volano come la mitica Dodge Charger, ma quando quei furgoni sono impegnati nei traslochi si riempiono velocemente, grazie al lavoro dei quattro operai che, in casi di grandi traslochi, possono aumentare. E in fondo è come se volassero.

“È bello fare i traslochi – racconta Fabrizio – Mi dà un senso di libertà perché ogni giorno siamo in posti e con persone diverse. Ci confrontiamo con tutti i tipi di persone, ricche e povere, italiane e straniere, giovani e anziani. Ed è bello, quando hai finito un trasloco, vedere la soddisfazione delle persone”. Sì perché il trasloco, per tutti o quasi, è un pensiero angosciante. Smontare armadi, trasportarli e rimontarli, smontare letti, trasportarli e rimontarli. Magari calarli dalla finestra. Ma come si fa? Non è semplice ma neppure impossibile. E succede che, alla fine, tutto torna al suo posto, ma in un’altra casa. Quasi un miracolo, per chi non è abituato a questo mestiere.

Fabrizio si ritiene fortunato a fare un lavoro che gli piace. Fortunato di avere una moglie e il piccolo Martin di 3 anni. Chissà se anche lui seguirà le orme del padre, quando sarà grande. Nel corso della sua vita professionale, ha incontrato alcuni vips che hanno chiesto un trasloco. Tra loro Renato Zero. “Mi accolse in mezzo al corridoio vestito proprio alla Renato Zero, gli chiesi se potevamo fare una foto insieme, mi disse di no. A volte si trovano situazioni al limite, come quelle degli anziani soli: in casa hanno di tutto, spesso oggetti accatastati uno sull’altro che non sono più in grado si spostare”.

Adesso l’azienda di Fabrizio possiede anche un magazzino dove stipare la roba in caso di necessità. Si trova in una traversa di Simone Martini, proprio lì, a due passi da quella casa popolare sovraffollata dove è cresciuto e dove, guardando Hazzard, sognava di diventare traslocatore.

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