Andrea, il libraio appassionato di Campo di Marte.
“Mi sveglio alle 6 ogni mattina e leggo per un’ora”

Per Andrea Mello, professione libraio e titolare de "L'ora blu" nel viale dei Mille, leggere non è evasione, ma “una forma di esercizio spirituale”, un modo per approfondire il mondo, le persone. “Quello che leggo al mattino mi accompagna durante la giornata”

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Le sue giornate iniziano sempre alle 6 del mattino, con un rituale: leggere per un’ora. L’abitudine è la stessa da anni, a cambiare è il libro: ora è “Fuoco pallido” di Vladimir Nabokov, spesso sono classici, ma anche le novità della letteratura angloamericana, francese o italiana, testi comunque “estremi, che riescono a scuotere”.
Per Andrea Mello, professione libraio, leggere non è evasione, ma “una forma di esercizio spirituale”, un modo per approfondire il mondo, le persone. “Quello che leggo al mattino mi accompagna durante la giornata, diventando un sentiero parallelo alla mia quotidianità, o ne entra a far parte, quando per esempio mi appassiona un autore e allora vado a cercare tutti i suoi lavori”.
Mello da dieci anni ha aperto la libreria “L’ora blu” in viale dei Mille. Prima ha lavorato nel mondo dell’arte, come curatore di mostre e critico, poi in alcune librerie della città come dipendente “arricchendomi della diversità di ognuna”. Poi ha deciso di aprirne una sua “perché non succede nulla se non ti butti e io volevo far succedere qualcosa”. Ci ha messo tre anni per trovare il luogo adatto.

“Ho girato tutta Firenze per cercare il fondo adatto: mi appostavo in vari angoli per vedere gli orari di passaggio delle persone, l’ambiente, i fondi. Ho visto questo fondo in viale dei Mille, mi piaceva ma era occupato. All’improvviso nel giro di due giorni era sfitto, l’ho bloccato subito. Era il posto che cercavo, Campo di Marte è un bellissimo quartiere. Firenze è molto ricca di librerie, anche se forse non può sembrare. Hanno chiuso le vecchie ma ne hanno aperte di nuove, siamo in ogni quartiere e non ci diamo fastidio perché ognuno ha la sua caratteristica e la sua clientela: siamo una realtà che arricchisce tutto il territorio fiorentino”.

Per il nome voleva qualcosa che “appartenesse alla mia vita”. Ha scelto L’ora blu. “Da amante del cinema, è un omaggio all’omonimo film di Éric Rohmer, ma indica anche quel momento vero della giornata tra il tramonto e la notte in cui tutto si acquieta: è un momento paragonabile a quello in cui qualcuno decide di leggere e si stacca un po’ da mondo”.
Essere un librario per Andrea non significa solo vendere libri. “Il libraio molto spesso è un ascoltatore: ascolta le parole dette ma osserva anche con gli occhi, per percepire se una persona è rilassata, nervosa, stanca e quindi accompagnarla nel modo giusto nella scelta del libro, che è un percorso. Molti clienti si affezionano alla libreria, sanno che potranno trovare qualcosa per loro. È un lavoro di grande responsabilità dal punto di vista emotivo, alzarsi la mattina e pensare che quello che fai è bello per te per gli altri, arricchisce e rafforza il valore di una professione. Un libro non è un oggetto da vendere ma un tassello di vita”.

I libri per sé stesso li sceglie in base all’autore: tra i preferiti Martin Amis, Philip K. Dick, Stendhal, ma anche italiani come Andrea G. Pinketts “che mi fa ridere tutte le volte” o Michele Mari “che ha una scrittura capace di stupire, che attanaglia”.
Una persona a cui non ha mai consigliato un libro è sua figlia. “Ha nove anni, i libri da leggere li ha sempre scelti lei, dai più banali ai più impegnati. Quando entrano dei genitori e mi chiedono indicazioni per un libro per i loro figli dico di venire in libreria con loro, perché sono loro a doverlo scegliere. I bambini hanno quello che poi si tende a perdere diventando adulti: l’idea che il libro sia ancora un gioco. Ci possono giocare, lo possono strappare, toccare, buttare e se li annoia lo dicono e lo mettono da parte. Insomma sono ancora padroni del libro, non si buttano completante dentro. Ecco, anche gli adulti dovrebbero farlo”.

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