Iniziamo dalla fine: l’ultimo giorno di servizio prima della pensione, racconta perfettamente lo spirito con cui Silvia Bencini ha indossato la divisa da vigilessa per quasi 40 anni. “Simbolicamente ho finito il 18 dicembre scorso, per la Festa degli Omaggi, in cui il Corteo storico fiorentino consegna doni, secondo un antico cerimoniale, alle autorità civili e religiose della città. Il Corteo per salutarmi mi ha fatto il saluto alla voce: è stato un momento bellissimo, emozionante: ero onorata” racconta Silvia, soprannominata “Bencia”. “Tornata a casa ho buttato via la divisa che ormai era logora, tranne il cappello che ho tenuto. Il giorno dopo, che sarebbe stato effettivamente l’ultimo di lavoro, avrei riportato tesserino e arma al comando. Al mattino però ricevo una telefonata: era un collega della viabilità che stava avendo un acceso diverbio con una mamma. Mi precipito sul posto, senza divisa, e dico a entrambi: ‘Alt: è il mio ultimo giorno di lavoro e voglio concludere in bellezza’. Ho cercato di farli ragionare. La discussione si è concluda con il mio collega che ha regalato lo stemma della municipale al bambino che era con la signora e lei che mi ha abbracciata ringraziandomi.”
I 38 anni di servizio di Silvia sono stati così: a cercare di far dialogare le persone tra di loro, a risolvere problemi, più attraverso le parole che le sanzioni, a far rispettare le regole ma senza dimenticare l’umanità, anzi mettendoci pure un sorriso e un po’ di ironia. “Il lavoro non l’ho mai visto come una competizione, ma una collaborazione. Ho cercato di essere sempre disponibile, di portare la mia esperienza ma senza essere gelosa del ruolo. Quello che conta nella vita sono i rapporti personali, non è il ruolo. Così mi sono sempre comportata nello stesso modo, che avessi di forte l’ultimo degli ultimi, il Presidente della Repubblica o Richard Gere”.
Ha incontrato attori, politici, capi di Stato, divi “ma a nessuno ho mai chiesto un selfie, non mi sembrava professionale”. Però quando è stato Richard Gare, che Silvia durante una sua visita a Firenze aveva accompagnato per tutto il giorno in giro per la città a chiedere a lei di fare un selfie insieme, “non ho certo detto di no”.
Silvia studiava alla scuola di infermieri, quando decise di provare 5 concorsi al Comune di Firenze. Li vinse tutti e cinque ma scelse di entrare nell’amministrazione comunale come operatore sociale, lasciando la scuola. Aveva 19 anni, era il 1983. Due anni dopo l’allora assessore Adalberto Scarlino, che aveva le deleghe alla viabilità e alla Ztl, le propose di far parte della sua segreteria, “perché conoscevo la dattilografia e la stenografia, e allora non c’erano registratori e telefonini”. Nel 1988 fece il concorso interno per entrare in Polizia Municipale e lo vinse. Da allora ha ricoperto tutti i ruoli: agente, agente scelto, ispettore, commissario ed elevata qualificazione.
“La polizia Municipale non sono solo multe ma anche tante competenze. Puoi essere un agente che sanziona soltanto oppure uno che aiuta. Le regole portano a una civile convivenza: il rispetto delle regole è la mia missione”.
Alle sanzioni lei ha sempre preferito la conciliazione. “Bisogna fare ragionare le persone, mediare, per arrivare a una soluzione. Mi ricordo ancora una mediazione che feci tra il proprietario di una discoteca e il vicino di casa. Dopo vari litigi arrivammo a un accordo: la discoteca avrebbe pagato i doppi vetri al residente che non dormiva e lui a quel punto non avrebbe più avito motivo per lamentarsi”.
Il momento più duro da affrontare sono gli incidenti stradali mortali. Lei era quella che andava a suonare il campanello ai familiari. “Non so da dove mi venivano le parole che mi uscivano di bocca: in cuei momenti credo che qualcuno me le dettasse da lassù. Ci vuole empatia, umanità anche nei giorni seguenti. Ma in quelle situazioni nascono dei rapporti che vanno oltre il fatto: con certe persone ancora mi sento. Per reggere il carico emotivo ci vuole una buona famiglia: quando torni casa e hai vissuto questo stress emotivo riuscire a rielaborarlo con i familiari o i colleghi è un valore aggiunto”.
Un periodo complesso è stata la pandemia. “La città era svuotata, tutti erano chiusi in casa ma noi si continuava a lavorare. La sera staccavo tardissimo, eravamo pochi perchè tanti di noi erano ammalati, alcuni sono stati ricoverati o hanno perso i genitori. Io li chiamavo sempre perché il corpo della polizia municipale è come una famiglia: i problemi di uno sono problemi di tutti.
“Eravamo gli unici fuori casa in quel periodo, oltre ai senza tetto. Loro, tutte le sere quando facevo tardi mi venivano a prendere fuori dal comando per scortarmi alla macchina, perché ero da sola. Ancora oggi quando li incontro per strada mi salutano e mia abbracciano”.
La storia recente di Firenze Silvia l’ha vissuta tutta: “I grandi eventi come i ciak per Infermo e Six Underground, l’occupazione degli anarchici sul tetto di Palazzo Vecchio, le proteste della Gkn in consiglio comunale. Ma in ogni situazione, anche quelle negative, ho trovato sempre un lato positivo. Quando gli anarchici salirono sul tetto, dovetti esplorare ogni anfratto di Palazzo Vecchio per raggiungerli scoprendo luoghi che altrimenti non avrei mai visto. E con La Gkn dopo le prime manifestazioni dure, iniziò a instaurarsi un rapporto di fiducia”.
Decidere di andare in pensione non è stato semplice. “Ci ho pensato tanto, non ero convinta, perché non sono il tipo di persona che sta ferma in casa”. E infatti ferma non ci sta. “Aiuto mio figlio che ha una pagina social “Il tuo infermiere olistico”: gli faccio da segretaria e da social media manager. Sono una boomer che cerca di entrare in questo mondo nuovo: mi piace imparare cose nuove e mi ci metto di impegno. Nel tempo libero vado in piscina, in palestra e faccio zomba. Ho provato pilates ma non faceva per me: ho bisogno di movimento. Poi alla Misericordia di Badia Ripoli mi occupo dei ragazzi che hanno problemi con la giustizia e devono fare la messa alla prova”. Il rispetto delle regole, ancora una volta, ma da una prospettiva diversa.
Ivana Zuliani





























































































































































