Lorenzo, l’avvocato mancato diventa chef a domicilio.
“Vado a casa delle persone e cucino per loro”

Ha due passioni: la cucina e la musica. E allora, si è detto, perché non unirle? Sulla sua pagina Instagram con il nome d'arte di Mazu in the Corner pubblica video divertenti di ricette accompagnandole con canzoni che si abbiano ai sapori, come si farebbe con un piatto e un vino

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Lorenzo Mazzanti ha due passioni: la cucina e la musica. E allora, si è detto, perché non unirle? Sulla sua pagina Instagram con il nome d’arte di Mazu in the Corner pubblica video divertenti di ricette accompagnandole con canzoni che si abbiano ai sapori, come si farebbe con un piatto e un vino: il tortino di carciofi ha il sottofondo “Dreams burn down” dei Ride, le frittelle sono preparate al ritmo di “Jane” di ultimate painting, l’anatra all’arancia la canzone Sudno della band bielorussa Molchat Doma. Lo stile cambia ogni volta, anche quello grafico, e non è mai banale, come del resto non lo sono le sue ricette.

Lorenzo ha una laurea in Giurisprudenza ma il suo mondo è quello della ristorazione, con una passione per la cucina nata in famiglia. “Mio nonno Giancarlo faceva parte dell’Accademia Italiana di Cucina, mio padre Gianmarco è redattore di Slow food. Dopo la laurea ho iniziato a fare un tirocinio in uno studio di avvocati, ma non faceva per me: entrammo come soci al Rifrullo e mi appassionai ai locali” racconta. Dopo il Rifrullo in San Niccolò, è arrivato il ristorante giapponese Momoyama, che Lorenzo e i soci, appassionati di cucina nipponica, hanno rilanciato. “Poi ha chiuso perché il centro di Firenze è cambiato: prima San Frediano era un quartiere raggiungibile dai fiorentino, ora è solo per turisti ed è difficile entrarci”.

Lorenzo, dopo la chiusura del Momoyama, ha pensato di reinventarsi, diventando “io stesso la mia azienda”. Adesso scrive di cucina, musica e divagazioni sul sito TuttaFirenze, pubblica ricette on line e fa lo “chef a domicilio”, trasformandosi in questo caso in “Mazu In the House”. “E’ nato per diletto, sta diventando una professione” spiega. “Cucino le mie specialità, non solo cucina orientale, ma internazionale. Vado a casa delle persone se devono preparare una cena speciale ma mi occupo anche di eventi e pop up, serate a tema in locali o ristoranti. Piace molto poi il sushi a domicilio.

La musica fa sempre in qualche modo parte degli ingredienti delle sue ricette. “E’ un altro aspetto che ha sempre contraddistinto le cose che ho fatto, prima di entrare nel mondo della ristorazione”. Da ragazzo faceva parte del gruppo Hurdy Gurdy’s. “Siamo finiti anche sulla rivista Rolling Stones”. L’idea di aprire un nuovo ristorante è nel cassetto. “Le idee sarebbero due: aprire un locale piccolo (anche solo un bancone) e di ispirazione orientale e ricreare insieme a Massimiliano Riani il ristorante Artemide”. Per cercare ispirazioni per i suoi piatti Lorenzo viaggia molto. “Vado spesso e volentieri a Londra e New York, perché le mode e le tendenze iniziano da lì. E altre città che mi ispirano sono Tokyo , Madrid e Milano”.

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