Mango, lascia l’azienda di moda e diventa ortolano.
“La mia vita in bottega, con sveglia alle 4 del mattino”

Giacomo Mangoni, detto Mango, si sveglia a va al mercato ortofrutticolo di Novoli per scegliere i prodotti del giorno. Poi attraversa la città diretto al suo negozio di frutta e verdura alle Due Strade e si prepara per accogliere i primi clienti. “Lavoravo con contratto a tempo indeterminato per una grossa griffe di moda, ma non era il mio lavoro, non ero contento”

Condividi questa storia su:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

La sveglia suona tutte le mattine alle 4, dal lunedì al sabato. Giacomo Mangoni, detto Mango, si sveglia a va al mercato ortofrutticolo di Novoli per scegliere i prodotti del giorno. Poi attraversa la città diretto al suo negozio di frutta e verdura alle Due Strade e si prepara per accogliere i primi clienti. Fino a sera è un via vai di persone che vengono alla bottega di’ Mango per comprare ortaggi, ma anche per fare due chiacchiere. Di tempo libero ce n’è poco, “ma non mi pesa” dice Giacomo. “Il lavoro è stancante ma dà soddisfazione. Faccio qualcosa per me”.

Giacomo, 32 anni, da quando ha finito le scuole superiori, diplomandosi in lingue, ha sempre lavorato. “Ho iniziato con lavoretti saltuari, durante la vendemmia o nei supermercati, poi sono entrato nel mondo della pelletteria, e ci sono stato 8 anni, in varie ditte. Alla fine lavoravo con contratto a tempo indeterminato per una grossa griffe di moda, ma non era il mio lavoro, non ero contento”.

Così cambia e inizia lavorare da un ortofrutta a Rifredi. “Sono rimasto due anni e ho imparato il mestiere: mi piaceva”. Trova per caso l’annuncio della locazione di una bottega di frutta e verdura alle Due Strade e nasce l’idea di mettersi in proprio. “Sono andato a vederla, ma poi ho lasciato stare. Dopo qualche mese però l’annuncio era sempre lì così mi sono detto: o ci provo adesso o mai più. E allora ho affittato il negozio”.

“Mi piace il rapporto che si crea con le persone, questa zona è come un piccolo paese e mi piacciono le botteghe di quartiere e il fatto che ci siano dei giovani che le portino avanti: si crea un rapporto reciproco di fiducia con i clienti, cosa che nei supermercati per esempio non succede. Gli anziani vengono da me anche solo per fare una passeggiata o per commentare le partite della Fiorentina o per fare una battuta sul tempo. Poi è bello anche andare a prendere frutta e verdura a Novoli, dove incontri ogni mattina le solite facce degli ortolani e dei contadini”.

Certo, “svegliarsi tutti i giorni alle 4 di mattina è tosto, di tempo libero ne rimane poco. Dopo pranzo ne approfitto per dormire un po’. In negozio sono da solo, anche se alcune volte viene mio padre a darmi una mano. Ci sono le consegne da fare ai ristoranti, la spesa da portare a un cliente, spesso si finisce dopo l’orario di chiusura”.

Quella di Mango è una bottega vecchio stile ma anche social: “Pubblico le foto della frutta e della verdura che prendo, così i clienti che hanno i social possono vedere cosa c’è in negozio, e poi uso una app contro lo speco alimentare: l’invenduto invece di buttarlo via alla sera lo vendo scontato. Ma questa è ancora una bottega di quartiere, dove conta la qualità e il rapporto con le persone”.

Dopo qualche mese però l’annuncio era sempre lì così mi sono detto: o ci provo adesso o mai più. E allora ho affittato il negozio.

 

Condividi questa storia su:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Rimani Aggiornato